Nei primi anni Settanta quel
genio indimenticabile della musica che risponde
al nome di Freddie Mercury ha un'idea più
unica che rara; coniugare in un solo album le
sue due più grandi passioni: la musica rock e la
lirica. L'intuizione, magistrale e sontuosa,
deve fare i conti, in un primo tempo, con lo
scetticismo dei discografici della EMI,
spaventati dall'atipicità dei contenuti musicali
e dalla consistenza delle perdite in caso di
flop. L'idea di Freddie è quella di
creare un'opera che celebri e rappresenti
appieno la maestosità e la grandiosità della
musica dei Queen. Dopo mesi e mesi di
duro lavoro in sala d'incisione, mesi trascorsi
soprattutto a tenere celati i brani del disco
agli orecchi curiosi e frementi di fans ed
appassionati, finalmente nel 1975, il quartetto
inglese dà alla luce A Night At The Opera,
una delle opere-rock più innovative e
geniali della storia della musica. L'album, così
come il successivo A Day At The Races del
1976, deve il suo titolo all'omonimo e celebre
lungometraggio dei fratelli Marx. Il
disco si presenta sontuoso fin dalla copertina,
ideata e realizzata dallo stesso Freddie
Mercury, sulla quale compaiono due leoni,
sovrastati da un maestoso cigno, che sorreggono
una grande Q. A Night At The Opera è un
lavoro pieno di sonorità accattivanti e di
atmosfere magiche, caratterizzato a tratti da
una elegante e briosa ironia ed in altri da una
forte e spiccata vena introspettiva. I vari
brani si susseguono incessantemente senza
soluzione di continuità essendo legati da un
unico ed eccitante filo conduttore. Si parte con
Death On Two Legs (Dedicated To...),
pezzo molto hard supportato da un testo molto
incisivo e da un'armonia musicale entusiasmante,
per passare a Lazing On A Sunday Afternoon,
un brano brioso e frizzante nel quale la
poliedrica voce di Mercury riesce a
ricreare la tipica atmosfera da operetta, ed
I'm In Love With My Car, canzone solida e
coinvolgente dove a dominare è la graffiante
voce di Roger Taylor. Si passa per
You're My Best Friend, pezzo scritto da
Deacon che diventerà uno dei cavalli di
battaglia dei Queen, e '39, brano
mistico, introspettivo e storico, creato e
fortemente amato da May, per arrivare a
Love Of My Life, una della più belle
canzoni d'amore che siano mai state scritte. Si
giunge, dunque, all'apoteosi finale; a quella
Bohemian Rhapsody, trasmessa illegalmente da
una radio pirata prima dell'uscita dell'album,
nella quale l'osmosi fra musica rock e musica
lirica è completa raggiungendo vette divine. Un
brano, Bohemian Rhapsody, supportato da
un certosino e massacrante lavoro di incisione e
ricomposizione che vede impegnati tutti e
quattro i componenti della band e nel quale la
voce di Mercury, dotata di una estensione
fuori dal comune, fa letteralmente accapponare
la pelle dall'emozione. A Night At The Opera
si conclude con God Save The Queen,
l'inno nazionale inglese riarrangiato da May
che i Queen utilizzeranno da adesso in
poi alla fine di ogni loro concerto. Un
autentico capolavoro della musica capace di
sfidare i secoli.
Patrizia Barone