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Queen - A Night At The Opera (1975)

05.   '39
06.   Sweet Lady
09.   Love Of My Life
10.   Good Company

Nei primi anni Settanta quel genio indimenticabile della musica che risponde al nome di Freddie Mercury ha un'idea più unica che rara; coniugare in un solo album le sue due più grandi passioni: la musica rock e la lirica. L'intuizione, magistrale e sontuosa, deve fare i conti, in un primo tempo, con lo scetticismo dei discografici della EMI, spaventati dall'atipicità dei contenuti musicali e dalla consistenza delle perdite in caso di flop. L'idea di Freddie è quella di creare un'opera che celebri e rappresenti appieno la maestosità e la grandiosità della musica dei Queen. Dopo mesi e mesi di duro lavoro in sala d'incisione, mesi trascorsi soprattutto a tenere celati i brani del disco agli orecchi curiosi e frementi di fans ed appassionati, finalmente nel 1975, il quartetto inglese dà alla luce A Night At The Opera, una delle opere-rock più innovative e geniali della storia della musica. L'album, così come il successivo A Day At The Races del 1976, deve il suo titolo all'omonimo e celebre lungometraggio dei fratelli Marx. Il disco si presenta sontuoso fin dalla copertina, ideata e realizzata dallo stesso Freddie Mercury, sulla quale compaiono due leoni, sovrastati da un maestoso cigno, che sorreggono una grande Q. A Night At The Opera è un lavoro pieno di sonorità accattivanti e di atmosfere magiche, caratterizzato a tratti da una elegante e briosa ironia ed in altri da una forte e spiccata vena introspettiva. I vari brani si susseguono incessantemente senza soluzione di continuità essendo legati da un unico ed eccitante filo conduttore. Si parte con Death On Two Legs (Dedicated To...), pezzo molto hard supportato da un testo molto incisivo e da un'armonia musicale entusiasmante, per passare a Lazing On A Sunday Afternoon, un brano brioso e frizzante nel quale la poliedrica voce di Mercury riesce a ricreare la tipica atmosfera da operetta, ed I'm In Love With My Car, canzone solida e coinvolgente dove a dominare è la graffiante voce di Roger Taylor. Si passa per You're My Best Friend, pezzo scritto da Deacon che diventerà uno dei cavalli di battaglia dei Queen, e '39, brano mistico, introspettivo e storico, creato e fortemente amato da May, per arrivare a Love Of My Life, una della più belle canzoni d'amore che siano mai state scritte. Si giunge, dunque, all'apoteosi finale; a quella Bohemian Rhapsody, trasmessa illegalmente da una radio pirata prima dell'uscita dell'album, nella quale l'osmosi fra musica rock e musica lirica è completa raggiungendo vette divine. Un brano, Bohemian Rhapsody, supportato da un certosino e massacrante lavoro di incisione e ricomposizione che vede impegnati tutti e quattro i componenti della band e nel quale la voce di Mercury, dotata di una estensione fuori dal comune, fa letteralmente accapponare la pelle dall'emozione. A Night At The Opera si conclude con God Save The Queen, l'inno nazionale inglese riarrangiato da May che i Queen utilizzeranno da adesso in poi alla fine di ogni loro concerto. Un autentico capolavoro della musica capace di sfidare i secoli.

Patrizia Barone
 
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