Barton George Dawes è un
uomo comune con una vita comune. Un ruolo di
primissimo piano nella lavanderia industriale
nella quale lavora, una moglie, Mary,
fedele ed ancora attraente, degli amici sinceri.
Ma il passato di Barton George Dawes cela
una ferita mai completamente rimarginata: la
morte del figlioletto Charlie,
annichilito da un tumore al cervello. Un lutto
che l'uomo non ha mai realmente superato e che
pone il suo presente in un equilibrio quanto mai
instabile. Equilibrio che crolla del tutto
quando Barton George Dawes apprende la
notizia che sarà costretto a lasciare la sua
abitazione e l'edificio nel quale lavora per
permettere la costruzione di un inutile
prolungamento autostradale. Sconvolto e fuori di
sé dalla rabbia, l'uomo inizia una lenta discesa
nel vortice della follia e della paranoia.
Deciso ad impedire a tutti i costi
l'abbattimento della casa nella quale suo figlio
Charlie ha vissuto ed ha imparato a
camminare e della lavanderia nella quale lavora
da molti anni, Barton George Dawes inizia
una dolorosa distruzione della propria vita.
Prima fa saltare l'accordo per l'acquisto di una
nuova sede per la lavanderia, poi acquista delle
armi ad alto potenziale distruttivo, dopo ancora
stringe degli insani rapporti d'affari con un
malavitoso locale, ed, infine, viene lasciato
dalla moglie. Rimasto solo, depresso ed
alcolizzato, George Barton Dawes
trascorre le sue giornate girovagando con la sua
automobile ed ubriacandosi. Nel frattempo, cerca
di aiutare una sventurata autostoppista, di nome
Olivia Brenner, diretta a Las Vegas
e con la quale ha una fugace relazione sessuale,
ed un prete caduto in disgrazia che cerca di
portare avanti fra mille difficoltà un ricovero
per senzatetto. La sua opera di distruzione si
conclude una mattina di gennaio del 1974,
allorquando George Barton Dawes, armi in
pugno e dopo aver riempito la sua casa di
esplosivo, lancia la sua personale e suicida
sfida ad un Mondo che lo ha prima illuso
e poi ingannato. Pubblicato nel 1981 con lo
pseudonimo di Richard Bachman, Uscita
Per L'Inferno, orrenda traduzione italiana
dell'originale titolo, Roadwork
(letteralmente "Lavori Stradali"),
rappresenta uno dei romanzi giovanili di
Stephen King; romanzo che il Re, a
posteriori, non ha apprezzato particolarmente
ritenendolo un "forzato tentativo di essere
positivi e di dare qualche risposta al mistero
dell'umana sofferenza". Scritto
successivamente alla morte della madre, malata
di cancro, Uscita Per L'Inferno presenta
una visione molto negativa dell'allora società
statunitense, afflitta da una profonda crisi
energetica, sconvolta dalla guerra in Vietnam
ed in balia di una crescita economica
sconclusionata e senza regole che imponeva degli
stili di vita dissoluti ed artificiali. Il
romanzo rappresenta sicuramente un retaggio del
movimento antipolitico ed antistatale successivo
al 1968. Lo stile narrativo è quello
caratteristico dei libri siglati da Richard
Bachman: crudo, freddo e spietato. La trama
è molto ben articolata nella sua semplicità ma
risulta eccessivamente prolissa e forzata in
certi frangenti. Uscita Per L'Inferno: un
buon romanzo che, contrariamente alle parole di
King, secondo il mio modesto parere, non
cerca assolutamente di essere positivo.
Roberto Ambrosini