E’ alla sua prima esperienza come
regista di un lungometraggio Dennis Lee e
lo fa tutto sommato con stile ed uno svolgimento
interessanti.
Il film ruota intorno ad un
tragico ed inaspettato evento che sconvolgerà
un’intera famiglia già permeata di discussioni e
intrighi familiari.
Il protagonista, Michael (Ryan
Reynolds), è uno scrittore e il suo ultimo
lavoro è un romanzo autobiografico, è la storia
della sua famiglia, un mezzo il suo, per
vendicarsi di un padre padrone che da sempre lo
ha maltrattato, non soltanto verbalmente.
La giornata sembra essere quella
ideale perché tutti i parenti stanno per
festeggiare il diploma della madre di Michael
(Julia Roberts).
Ma il destino si sa, sa essere
tragico e fatale, e così la macchina sulla quale
viaggiano i due genitori dello scrittore si
schianta contro un albero mettendo fine proprio
alla vita della persona che stava facendo in
modo di riunire tutta la famiglia.
I ricordi ed i segreti
riaffioreranno mano mano che la storia si
dipanerà fino al giorno del funerale.
L’apparenza inganna come spesso
accade, ed è così che si scoprirà che ogni
personaggio nasconde un segreto, ogni singolo
individuo sembra custodire qualcosa che
Michael con il suo romanzo intende rivelare.
La complicità con la zia ed il
forte legame con il suo cuginetto
inconsapevolmente “colpevole” di aver provocato
l’incidente mortale che segnerà per sempre le
vite di questa famiglia americana tipo faranno
rimanere lo spettatore con l’attenzione sempre
concentrata sullo svolgimento degli eventi.
Nonostante i tanti intrecci e
misteri però spesso la pellicola scende di
ritmo.
I continui flashback a volte
finiscono per confondere il passato con il
presente; spesso i due momenti temporali si
confondono.
Ottime le interpretazioni degli
attori ma per l’esordiente regista Lee
sembra esserci ancora molta strada da
percorrere.
Antonella Fanelli