Ben Campbell è un giovane
di ventuno anni che ha un sogno nel cassetto:
frequentare la Facoltà di Medicina
ad Harvard. Ma fra il ragazzo ed il suo
sogno c'è un ostacolo di non poco conto: 300.000
dollari. Questa è infatti la cifra necessaria
per coprire l'esosa retta del M.I.T. di
Boston. Ben tenta di racimolare un
po' di grana lavorando sodo, facendo domanda per
la prestigiosa borsa di studio Robinson e
cercando di vincere un concorso per cervelloni
insieme ai suoi due amici del cuore. I suoi
sforzi sembrano, però, non bastare. Quando tutto
pare, ormai, perduto, Ben viene notato
dal professore di statistica Micky Rosa,
il quale affascinato dal suo talento per la
matematica lo convince a far parte di un
esclusivo club, formato dagli studenti più
brillanti del suo corso. Obiettivo principale di
questo gruppo di studio è imparare a menadito le
regole del gioco del BlackJack tentando
di riuscire in un'impresa quasi impossibile: "Contare
Le Carte". Ogni fine settimana, Ben,
Kianna, Fisher, Choi e
l'affascinante Jill Taylor, insieme al
loro professore, si recano a Las Vegas,
assumono personalità sempre diverse e cercano di
"Battere Il Sistema". L'iniziale fase di
euforia porta nelle tasche del gruppo un bel po'
di soldi ma, con l'andare del tempo, i cinque
saranno costretti a fare i conti con le rivalità
interne, il fascino ammaliante dell'azzardo,
l'avidità del professor Micky Rosa e con
Cole Williams, il capo della sicurezza
dei Casinò. "Contare Le Carte" non
è vietato. Ma se lo fai potresti trovarti
davvero in un brutto guaio. Versione romanzata
della storia vera di cinque studenti che hanno
cambiato per sempre il modo di giocare, 21
è una discreta pellicola basata su
un'accattivante idea di fondo sviluppata in
maniera, però, non del tutto convincente. "Battere
il Sistema riuscendo a Contare le Carte" è
sempre stata una situazione che ha affascinato
il Mondo del Cinema. Basti
ricordare il celeberrimo Rain Man - L'Uomo
Della Pioggia, menzionato tra l'altro anche
all'interno della pellicola. Ma in 21
questa idea è portata avanti con totale assenza
di pathos e con una deprimente piattezza. Il
regista Robert Luketic dà vita ad una
storia, a dir la verità, non troppo solida e
convincente. La trama sa di già visto e rivisto
e non offre nessun picco emozionale. Il ritmo
della pellicola è molto lento ed in certi
frangenti risulta addirittura stagnante.
L'interpretazione del cast si mantiene su una
traballante sufficienza. Stupisce la prova di un
avido Kevin Spacey, cattivo, odioso e
credibile come non mai. Mentre delude quella di
uno spento e pietoso Laurence Fishburne.
I bei tempi di Matrix sono, ormai,
irrimediabilmente trascorsi. 21: un film
che delude ampiamente le attese.
Francesco Salimbeni